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Il Fondatore - Mons. João Scognamiglio Clá Dias

Il 15 agosto 1939, solennità dell’Assunzione di Maria Santissima al Cielo, nasceva a San Paolo, João Scognamiglio Clá Dias, figlio di Antonio Clá Díaz, spagnolo, e di Annitta Scognamiglio Clá Díaz, italiana. Ricevette il Battesimo il 15 giugno dell’anno successivo nella Chiesa di San Giuseppe di Ipiranga, vicino alla sua residenza. Fin dalla più tenera infanzia fu premiato dalla Provvidenza con il dono della contemplazione, e della grande facilità di percepire, attraverso tutte le creature, l’azione di Dio. Così, di notte, soffrendo d’insonnia, si sedeva sul parapetto della finestra della sua camera per ammirare a lungo le stelle. Quella meravigliosa e lenta processione di luccichii, vista dalla sua immaginazione di fanciullo come il movimento delle stelle stesse, gli suscitava una profonda impressione.

A cinque anni, entrando nell’allora Cappella dell’Addolorata, appartenente ai Padri Agostiniani, nel quartiere di Ipiranga, si imbatté per la prima volta nel Santissimo Sacramento esposto, proprio mentre il sacerdote si preparava a dare la benedizione. Inesplicabilmente attratto da quell’Ostia bianca – riguardo al cui mistero non era stato ancora istruito – come pure da quell’ambiente di sacralità e raccoglimento, subito concluse di essere in presenza di Dio! La sensazione di straordinaria grandezza e maestà, ma al tempo stesso l’effetto della infinita bontà di Gesù, costituirono per lui un invito ad essere buono e il punto di partenza di una devozione eucaristica che, nel corso degli anni, non avrebbe fatto altro che aumentare e sublimarsi.

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Durante i suoi studi, intrapresi successivamente nel Gruppo Scolastico José Bonifácio, nel Ginnasio Centro Indipendenza e nel Collegio Statale Presidente Roosevelt, Mons. João si è sempre distinto come il migliore alunno della sua classe, dimostrando una particolare attitudine per la matematica e le arti. Tuttavia, erano le lezioni di catechismo e le narrazioni della Storia Sacra a incantarlo e a riempirlo di fede. La Cresima, realizzata il 26 gennaio 1948, così come la Prima Comunione, il 31 ottobre dello stesso anno, vennero ad ampliare ulteriormente quella vera passione che aveva sempre avuto per tutto ciò che riguardava la vita soprannaturale e la Religione.

All’inizio dell’adolescenza, scontrandosi con la decadenza morale e la volgarità che già regnavano nella società di quell’epoca, deplorava il fatto che non ci fosse chi le combattesse con il dovuto vigore. Nel suo cuore di ragazzo desiderava ardentemente ripristinare in qualche modo la bella armonia siderale, contemplata nell’infanzia, per la convivenza sociale dei suoi compagni, arricchita, però, da una nota religiosa. Era il soffio dello Spirito Santo a entusiasmarlo per il servizio degli altri, entro le sacre mura della Santa Chiesa. Sotto l’influsso di queste grazie, con l’emergere della giovinezza, questo impegno a proteggere i suoi coetanei si è presto fatto più esplicito: di qui la sua propensione per la medicina, la psicologia e le arti, così come il suo sogno di fondare un’associazione di giovani per evitare che questi si perdessero, per relazionarli con Dio e per sostenerli nelle vie della perfezione. Era afflitto nel vedere quante persone si lasciassero schiavizzare dall’egoismo e agissero solo per i propri interessi. Nel frattempo, una certezza, proveniente dalla fede, gli diceva dentro di sé: “Ci deve essere nel mondo un uomo interamente buono e disinteressato! Lui è sulla mia strada e un giorno lo incontrerò”. Per questo, di notte, si inginocchiava ai piedi del letto e, piangendo, pregava trenta Ave Maria, chiedendo di conoscere quanto prima quest’uomo, la cui silhouette, per un singolare favore del Cielo, già intravvedeva, anche se non in tutta la sua nitidezza.

Fu allora che, il 7 luglio 1956, primo giorno della novena alla Madonna del Monte Carmelo, Mons. João conobbe Plinio Corrêa de Oliveira, l’uomo che ha illuminato il suo cammino, chiamandolo alla piena integrità di figlio della Santa Chiesa, per combattere con Lei, in Lei e per Lei, per il buon ordine della società. Quello che cercava, l’ha trovato, e per questo è stato felice! Aveva allora quasi 17 anni.

Da parte sua, il Dott. Plinio Corrêa de Oliveira – leader cattolico che segnò il XX secolo da cima a fondo con il fulgore della sua fede e una intrepida militanza a favore degli ideali della Santa Chiesa – aveva concepito fin da bambino la costituzione di un Ordine Religioso di Cavalleria destinato a operare presso l’opinione pubblica per riformarla. Nel 1928, essendo entrato nel Movimento Cattolico come congregato mariano, vi aveva riunito un nucleo di amici, ma gli mancava un braccio destro che, condividendo il suo pensiero, realizzasse pienamente i suoi disegni.

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Anni dopo, in una missiva a Mons. João, così scrisse, ricordando le amarezze di quel periodo di isolamento: “Si ricorda di quella supplica che si cantava nella Congregazione Mariana: ‘Da pacem, Domine, in diebus nostris, quia non est allius qui pugnat pro nobis nisi Tu, Deus noster – Da’ pace, Signore, ai nostri giorni, perché non c’è nessuno che lotti per noi se non Tu, Dio nostro’. Quante e quante volte ho pregato in questo senso! Che la Madonna mi desse pace nei miei giorni, perché non c’era nessuno che lottasse per me se non Dio nostro e, quindi, la Madonna. Più tardi Ella mi ha dato João, grande combattente per me!”

Il Dott. Plinio divenne il formatore della mentalità di Mons. João e lo rafforzò anche nella perseveranza delle decisioni abbracciate con la sua attraente influenza. È stato per la logica delle sue meravigliose esposizioni, per la chiarezza del suo pensiero, oltre che per il gradevole profumo della sua innocenza che Mons. João ha deciso di abbandonare tutto e tutti per meglio servire Dio, sotto il suo orientamento e consiglio. Insieme a quell’uomo sono passati quarant’anni di comunione con il soprannaturale, con la nobiltà d’animo, l’elevazione dello spirito, lo zelo per la Chiesa e per la società, entro una venerazione integrale per ogni e qualsiasi gerarchia; in particolare, una quasi adorazione per il Papato.

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Tra il 1957 e il 1960, come primizie delle iniziative apostoliche che avrebbe sviluppato, Mons. João entrò nelle Congregazioni Mariane, fu ammesso nel Terzo Ordine del Carmelo e si consacrò come schiavo d’amore della Santissima Vergine, secondo il metodo di S. Luigi Maria Grignion de Montfort.

Nel 1958, è stato chiamato a prestare il servizio militare nella neonata 7ª Compagnia di Guardie del Battaglione di Fanteria n. 25, di San Paolo. Lì si è distinto per la sua disciplina, voce di comando e le sue capacità militari, cosa che gli valse il riconoscimento della Medaglia Maresciallo Hermes da Fonseca, “Piazza più Distinta”, tra i 208 coscritti incorporati in quell’anno. Inoltre, gli è stato concesso il diploma con “Menzione d’onore”, “per aver dimostrato buona condotta durante la sua permanenza nei ranghi dell’Esercito, lavorando a favore del nome dell’Unità e realizzando con i suoi sforzi l’elevato concetto di cui gode questa 7ª Compagnia di Guardie”.

Consapevole dell’efficacia della musica come mezzo di evangelizzazione, Monsignor João ha perfezionato le sue conoscenze con il rinomato maestro Miguel Arqueróns, direttore del Coro Paulista del Teatro Municipale di San Paolo.

La buonissima madre del Dott. Plinio, Donna Lucilia Ribeiro dos Santos Corrêa de Oliveira, è stata per Mons. João, secondo la sua stessa affermazione, “l’angelo custode” che l’ha aiutato a comprendere più profondamente l’infinita misericordia del Sacro Cuore di Gesù. Egli, da parte sua, ha svolto con lei un autentico ruolo di figlio, durante gli ultimi anni della sua vita, prima della sua scomparsa nel 1968.

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A partire dal 1975, la figura di Mons. João ha acquisito una maggiore irradiazione a fianco del Dott. Plinio: è diventato una guida per migliaia di giovani di varie nazioni, aiutandoli e rafforzandoli nella fede, in un atteggiamento di vera “preoccupazione per tutte le Chiese” (2 Cor 11, 28). Alcuni li ha strappati dalle grinfie del demonio, altri li ha incoraggiati nella ricerca della perfezione... Ha inaugurato nuovi metodi di apostolato attraverso programmi scolastici e persino approcci nelle strade e nei luoghi pubblici. Ha aperto numerose case di formazione in diversi Paesi, nelle quali la vita di preghiera, lo studio e il cerimoniale religioso si alleano all’apostolato missionario, sempre con una nota molto saliente di disciplina e combattività, ereditate dal suo periodo di servizio militare.

Essendosi impregnato del dono di sapienza così caratteristico della spiritualità del Dott. Plinio, Mons. João si è trasformato in un discepolo perfetto, capace di portare avanti l’opera iniziata dal suo maestro, modello, reggente e guida. Le sue qualità naturali e soprannaturali, il suo eccellente operato, l’audacia e la fedeltà hanno portato il Dott. Plinio a considerarlo come un “arci-figlio”, arrivando, in diverse circostanze, a qualificarlo come “bastone della mia vecchiaia”, “assistente d’oro”, “strumento benedetto” e persino un “alter ego” – un altro io. In un’occasione il Dott. Plinio scrisse: “Giustizia vuole che io dica: nessuno mi ha dato tante e tanto grandi gioie come lei.”

Con la morte del Dott. Plinio, il 3 ottobre 1995, Mons. João ha affrontato l’assenza fisica di quella figura fondamentale della sua vita. Nel 1999 ha deciso di fondare l’Associazione Internazionale Privata di Fedeli Araldi del Vangelo, che ha ricevuto l’approvazione di Papa Giovanni Paolo II il 22 febbraio 2001, diventando così la prima associazione pontificia del terzo millennio. Sotto le benedizioni della Cattedra di Pietro, in breve tempo l’associazione si è estesa in 78 nazioni ed è arrivata ad inglobare una realtà ampia e brillante, costituita per la maggior parte da giovani. Missioni mariane in parrocchie, Apostolato dell’Icona Maria Regina dei Cuori, visite alle famiglie, alle carceri e agli ospedali, servizi di Posta diretta per milioni di persone, Progetto Futuro e Vita nelle scuole, TV-Araldi e l’agenzia di stampa Gaudium Press e il Fondo di Aiuto Misericordia sono alcune delle attività svolte dagli Araldi in svariati campi della società.

Grazie all’apostolato realizzato da Mons. João, è fiorito anche un nutrito gruppo di ragazze, desiderose di donarsi a Dio secondo il carisma degli Araldi del Vangelo. Esse hanno ricevuto la loro struttura definitiva il 25 dicembre 2005, con la fondazione della Società di Vita Apostolica Regina Virginum, approvata qualche anno dopo, il 26 aprile 2009, da Papa Benedetto XVI.

Tanto i giovani che le ragazze, che vivono in comunità separate, abbracciano una vita di intensa spiritualità, che include la partecipazione quotidiana all’Eucaristia, l’adorazione del Santissimo Sacramento e la recita del Rosario e della Liturgia delle Ore. Oltre alla pratica dei consigli evangelici, dell’obbedienza, della castità e della povertà, essi osservano un “ordine di costumi”, accuratamente elaborato dallo stesso Mons. João, che può sintetizzarsi nella frase di Nostro Signore Gesù Cristo: “Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste” (Mt 5, 48).

L’abito che indossano simboleggia la vocazione a cui sono stati chiamati: uno scapolare marrone, di ispirazione carmelitana, con una grande croce bianca, rossa e dorata, che significa la purezza illibata, la disposizione a tutti i sacrifici necessari al servizio della Chiesa e la nobiltà dell’ideale. La catena che avvolge il loro fianco testimonia la loro schiavitù d’amore alla Santissima Vergine e il rosario, pendente sul lato destro, è l’arma efficace nella lotta al mondo, al demonio e alla carne.

Sotto l’orientamento e lo stimolo di Mons. João sono sorti i cooperatori degli Araldi del Vangelo, volontari abnegati che dedicano il tempo disponibile in mezzo ai loro obblighi familiari o professionali all’evangelizzazione, alla diffusione della devozione a Maria, a portare conforto ai malati e ai carcerati, alla catechesi nelle parrocchie, all’animazione liturgica e ad altre opere di apostolato. Indossano un caratteristico mantello bianco con croce rossa.

La grande famiglia degli Araldi del Vangelo conta attualmente circa 10 milioni di membri nei cinque continenti.

In vista della formazione intellettuale, spirituale e dottrinale dei suoi seguaci, Mons. João ha realizzato studi teologici tomisti con grandi professori dell’Università di Salamanca e dell’Angelicum di Roma. Tra loro citiamo Don Victorino Rodrìguez y Rodríguez OP, Don Antonio Royo Marín OP, Don Fernando Castaño OP, Don Esteban Gómez OP, Don Arturo Alonso Lobo OP, Don Raimondo Spiazzi OP e Don Armando Bandera OP. Oltre a frequentare il corso di Diritto nella tradizionale Facoltà di Largo di San Francesco a San Paolo, ha anche conseguito la laurea in Lettere e Filosofia presso la Pontificia Università Cattolica Madre y Maestra, di Santo Domingo, Repubblica Dominicana; ha ottenuto un Master in Psicologia presso l’Università Cattolica di Bogotá, Colombia; si è dottorato in Diritto Canonico presso la Pontificia Università di San Tommaso d’Aquino (Angelicum), di Roma, e in Teologia presso la Pontificia Università Bolivariana di Medellin, Colombia.

Mons. João è anche membro della Società Internazionale San Tommaso d’Aquino (SITA), dell’Accademia Mariana di Aparecida ed è stato membro della Pontificia Accademia dell’Immacolata. È stato condecorato in diversi paesi per la sua attività culturale e scientifica, ricevendo la Medaglia di Scienze del Messico e la Medaglia Anchieta, considerata la più alta onorificenza della città di San Paolo.

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Oltre ad avere aperto numerose scuole secondarie in varie città del Brasile e in Portogallo, Canada, Colombia, Paraguay, Costa Rica, El Salvador, Guatemala e Mozambico, Mons. João ha anche fondato l’Istituto Filosofico Aristotelico-Tomista (IFAT) e l’Istituto Teologico San Tommaso d’Aquino (ITTA), così come l’Istituto Filosofico-Teologico Santa Scolastica (IFTE), per il ramo femminile.

Non sono mancate però le battute d’arresto e le difficoltà a Mons. João, sia di ordine fisico, come le malattie che lo hanno colpito e che lo hannp portato varie volte quasi alle soglie della morte, sia di ordine morale, come le incomprensioni che ha dovuto affrontare, da parte di alcune delle persone a lui più vicine. In tutte queste situazioni, ha potuto dire con il Salmista: “Da ogni timore mi ha liberato il Signore” (Sal 33, 5).

Tuttavia, gli è stato facile discernere i reali cammini ai quali lo conduceva la chiamata di Dio, iniziata al sorgere della sua coscienza. Una misteriosa inquietudine lo invitava a fare di più, sempre di più, avvincendo il suo io interiore. Presso il Santissimo Sacramento dell’Altare - per il quale, fin dall’inizio, si era impresso uno speciale ardore nel suo cuore infantile - il suo essere non solo si acquietava, ma anche si sentiva in qualche modo sempre angelicato e disposto a tutti gli olocausti. Come avvicinarci ancora di più a Lui, essere uno con Lui, essere un altro Lui stesso, conoscendoLo e amandoLo con maggior fervore e così servire la Santa Chiesa e la società alla perfezione? Cercando, con l’aiuto della grazia, di mantenere sempre il celibato e la castità promessi a Dio da vari decenni, sbocciò, irresistibile e chiaro come il sole, il profondo desiderio di percorrere le vie sacerdotali, culminando così, quanto alla forma, il suo cammino di totale donazione di sé a Dio e alla causa della Santa Chiesa. “Voglio unirmi di più a Gesù, voglio essere Suo veicolo per assolvere tutti quelli che trovo in cerca del perdono divino, voglio essere consumato come un’ostia al Suo servizio a beneficio dei miei fratelli e sorelle” (Lettera, 25/4/2005).

Per questo motivo, il 15 giugno 2005, insieme ad altri 14 membri degli Araldi del Vangelo, Mons. João è stato ordinato Sacerdote nella Basilica della Madonna del Carmelo, a San Paolo. Per dare corpo a questo ramo sacerdotale della sua opera, ha fondato la Società Clericale di Vita Apostolica Virgo Flos Carmeli. Approvata da Sua Santità Benedetto XVI il 21 aprile 2009, conta oggi 161 chierici e più di 300 seminaristi.

Con il ramo sacerdotale, naturalmente, si è ampliata la gamma delle attività di Mons. João. Partecipi del suo instancabile zelo, i sacerdoti- araldi si sono lanciati alla conquista delle anime in tutto il mondo: assistono i malati nelle case e negli ospedali, ascoltano le confessioni nelle parrocchie, fanno predicazioni e catechesi, reintegrano le famiglie nella comunione con la Chiesa … La straordinaria bellezza dei gesti durante la celebrazione, l’ortodossia della dottrina e, soprattutto, l’illibata pratica della virtù sono punti nei quali si fanno maggiormente sentire la rettitudine e la disciplina di Mons. João. Entusiasmati dal suo esempio, lo possono facilmente imitare.

Per assistere le opere ecclesiali bisognose, Mons. João ha creato nell’Associazione Araldi del Vangelo, in Brasile, il Fondo di Aiuto Misericordia, che raccoglie donazioni per mezzo della posta diretta.

Con lo stesso intento apostolico ha fondato la rivista “Araldi del Vangelo”, con una tiratura mensile di quasi un milione di copie, in quattro lingue, e la rivista accademica Lumen Veritatis. Tra gli oltre 200 libri e articoli da lui pubblicati nei cinque continenti, spiccano:

“Madre del Buon Consiglio” (1992 e 1995), San Paolo-New York, pubblicato anche in italiano, inglese e albanese; “Donna Lucilia” (1995 e 2013), Roma-San Paolo, pubblicato anche in spagnolo e inglese; “Piccolo Ufficio dell’Immacolata Concezione Commentato” (1997 e 2010), San Paolo, in 2 volumi; “Fatima, Aurora del Terzo Millennio” (1998 – Best Seller), del quale sono state diffuse più di due milioni di copie, pubblicato anche in spagnolo, inglese, italiano, francese e polacco e diffuso in più di 30 paesi; Collezione “L’inedito sui Vangeli” (2012-2014), Roma-San Paolo, in 7 volumi, pubblicata anche in italiano, spagnolo e inglese: Collezione “Il dono di sapienza nella mente, vita e opera di Plinio Corrêa de Oliveira” (2016), Roma-San Paolo, in 5 volumi, pubblicata anche in italiano e spagnolo; “Plinio Corrêa de Oliveira. Un profeta per i nostri giorni” (2016), San Paolo, pubblicato anche in italiano, spagnolo e inglese; “San Giuseppe. Chi lo conosce” (2017), pubblicato anche in italiano, spagnolo e inglese; Collezione “Maria Santissima, il Paradiso di Dio rivelato agli uomini” (2019-2020), in 3 volumi, a breve pubblicata anche in spagnolo e inglese. Tutte queste opere rivelano una grande ricchezza e profondità teologica, tanto da meritare gli elogi di alti dignitari della Curia romana e dell’Episcopato in generale.

Amante della bellezza come riflesso di Dio, Mons. João ha costruito varie chiese in stile gotico policromo, scegliendo nei dettagli la combinazione dei colori, le forme e le vetrate. Tra queste spicca quella della Madonna del Rosario, a Caieiras, San Paolo, solennemente dedicata il 24 febbraio 2008 dall’Em.mo Cardinale Franc Rodé, e successivamente eretta a Basilica Minore il 21 aprile 2012. Anche la composizione e l’esecuzione musicale dei numerosi cori e orchestre degli Araldi, il disegno di calici, ostensori e altri oggetti sacri, la creazione di abiti religiosi, lo stile dei monasteri e la bella impaginazione di libri e riviste sono altrettanti frutti del suo incomparabile senso artistico, sempre più soprannaturalizzato nel corso degli anni.

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Nel 2008, appena tre anni dopo la sua ordinazione, Mons. João è stato nominato da Benedetto XVI Canonico Onorario della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore a Roma e Protonotario Apostolico. Il 15 agosto 2009, in occasione del suo settantesimo compleanno, lo stesso Santo Padre, in riconoscimento per la sua opera a favore della Santa Chiesa, ha conferito a Mons. João, per mano dell’Em.mo Cardinale Franc Rodé, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e Società di Vita Apostolica, la Medaglia Pro Ecclesia et Pontifice, una delle più alte onorificenze concesse dal Papa a chi si distingue per la sua opera a favore della Santa Chiesa e del Romano Pontefice.

In questa solennità l’Em.mo Cardinal Rodé ha affermato: “Al momento di conferirvi la decorazione con cui il Santo Padre ha voluto ricompensare i vostri meriti, mi vengono in mente le parole di San Bernardo all’inizio del suo trattato ‘De laude novae militiae’: ‘Da qualche tempo si è diffusa la notizia che un nuovo genere di cavalleria è apparsa nel mondo.’ Queste parole possono essere applicate al momento presente. È nata infatti una nuova cavalleria, grazie a Vostra Eccellenza, non secolare, ma religiosa, con un nuovo ideale di santità e un impegno eroico per la Chiesa. “In questa impresa, nata nel vostro nobile cuore, non possiamo non vedere una grazia particolare data alla Chiesa, un atto della Divina Provvidenza di fronte alle esigenze del mondo di oggi”.

Il 15 agosto 2019, Monsignor João ha compiuto 80 anni. Non c’è nessuno che raggiunga questa età senza voltarsi indietro con occhio analitico: quali saranno i frutti di una così lunga esistenza?

Nella vita di un uomo virtuoso, le età devono essere sommate e non sottratte, diceva il Professor Plinio Corrêa de Oliveira, maestro e ispiratore di Mons. João.

Questo significa che quando una persona passa da una fase della vita a quella successiva, deve conservare il tesoro accumulato nella fase precedente. Così, quando esce dall’infanzia ed entra nell’adolescenza, ha il dovere di conservare nella sua anima il prezioso tesoro dell’innocenza e conservarlo fino alla fine della sua vita.

All’innocenza deve aggiungersi l’ardimento e la generosità della gioventù. Nulla di ciò che è rimasto indietro è andato perduto, si è sommato.

Nella longevità dell’uomo completo, che ha consumato la sua vita per un grande ideale, il corpo può essere logorato, ma l’anima continuerà ad essere più forte che mai, arricchita dalle virtù e dai doni acquisiti in ogni tappa. Temperata dalla sofferenza, sarà sempre disposta a nuove audacie, con la saggezza dell’anziano e la forza di un giovane.

Da questa prospettiva possiamo comprendere meglio la vita di Mons. João e l’opera che ha realizzato.

Monsignor João è un uomo completo e universale. Avendo compiuto 80 anni di vita, sarà possibile sintetizzare, in poche righe, quello che lui è?

“Voi siete una lettera di Cristo” (2 Cor 3, 3), ci insegna San Paolo. Parafrasando il Dottore delle Genti, di Monsignor João si può dire che è una partitura di Dio, composta dallo Spirito Santo e arricchita dalla dolcezza della Vergine Maria, di cui è grande devoto.

Una partitura porta alla mente l’armonia, e l’armonia è una buona porta d’accesso per comprendere ciò che lui è e ciò che ha fatto. Tante realizzazioni possono nascere solo nel cuore di coloro che pregano e sanno soffrire. Lì egli attinge le forze per poter sopportare con rassegnazione e speranza cristiana le sofferenze e le croci che la Divina Provvidenza gli manda, che offre con gioia per l’espansione di questo apostolato nel mondo intero.

Lo spirito disciplinato e forte del cavaliere cristiano è armoniosamente consonante con l’affabile cuore paterno.

Anche Monsignor João ha sperimentato il compimento delle misteriose parole del Vangelo: “E sarete odiati da tutti a causa del mio nome” (Mt 10,22), ma grazie alla sua unione con il Signore Gesù ha sempre saputo perdonare di cuore: “Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi”. (Col 3,13)

Infine, sorge un interrogativo: com’è possibile fare così tanto in così poco tempo?

Il segreto di una vita feconda sta nella preghiera, nella sofferenza e nella vita interiore. Per questo, si può dire che Monsignor João abbia raggiunto il suo apice all’età di 80 anni, vivendo la somma delle età che gli permette di avere l’attività di un giovane sommata alla prudenza e alla saggezza di un uomo in età avanzata, doni che come fondatore egli trasmette a tutta la sua opera.

Tutto questo spiega la crescita degli Araldi del Vangelo.

Cosa può ancora venire in futuro?

Con la protezione e il sostegno della Santissima Vergine, nonostante i tanti ostacoli lungo il cammino, tutto si può sperare, tutto si può osare, niente si deve temere, tranne il peccato. La Madonna porterà a buon fine quest’opera che è nata dalle sue mani verginali.

Quanto al resto, senza nessuna precipitazione o temerarietà, possiamo dire: Monsignor João sta appena cominciando…