L’arte di volare.

Se il privilegio di volare appartiene agli uccelli e agli Angeli, agli uomini fu data la capacità di alzare le ali della fede e con esse elevarsi alle vette del mondo del pensiero, della contemplazione e della parola.



Il desiderio di volare è uno di quegli aneliti che, con frequenza, ci strappano un sorriso, facendoci partecipare a un incanto simile a quello dei bambini che contemplano estasiati, nelle vetrine, tesori irraggiungibili di giochi o caramelle.


  E, ammettiamolo, chi non vorrebbe avere le ali di un uccello – o di un Angelo! – per poter essere in grado di planare magnificamente, condotto dalla forza dei venti? A chi non piacerebbe elevarsi a un idillico mondo di nuvole, bianche come la neve, ed esplorarle in una singolare cavalcata aerea? Chi non rimarrebbe affascinato a realizzare piroette che sfidano la forza di attrazione della Terra e a lanciarsi vertiginosamente dal cielo, per immergersi come una freccia nelle acque cristalline di un oceano paradisiaco? Agli occhi di chi sa osservare, vincere la legge di gravità e renderla inesistente, almeno in apparenza, è uno spettacolo degno del più grande entusiasmo e ammirazione.


  Non pensi il lettore, però, che ci riferiamo ai leggendari condor delle Ande, alle mitiche aquile di mare testabianca dell’America del Nord o agli agili falchi europei. Parliamo di altri abilissimi maestri nell’arte di volare: i gabbiani.


  Pochi sono i luoghi della terra in cui questi uccelli possono esercitare la loro arte con tanto splendore come nello scenario meraviglioso della storica Venezia, dove cupole e palazzi, campanili e canali figurano come gioielli incastonati in acque di smeraldo, accarezzate da gondole da favola…


  In questo ambiente fiabesco, Venezia e i gabbiani formano un tutt’uno inscindibile, che in ogni momento si intreccia e si completa. Tanto alla luce di albe rosseggianti, come in crepuscoli di fuoco, nella maestà bizantina di Piazza San Marco o vicino alla solidità imponente dei campanili e cupole di San Giorgio Maggiore o di Santa Maria della Salute, i gabbiani provano, instancabili, le loro audacie aeree, ornando la quiete serena dei monumenti veneziani con la freschezza delle loro acrobazie inaspettate e giocose.


  Ma, se il privilegio di volare appartiene agli uccelli e agli Angeli, è stata data a noi la capacità di alzare le ali della fede e con esse di elevarci alle vette del mondo del pensiero, della contemplazione e della parola. Così come il volo degli uccelli taglia l’azzurro del cielo, tocca all’uomo, portato dai venti della grazia, raggiungere il firmamento spirituale degli ideali e della virtù, dell’azione e dell’eroismo, per culminare nelle cime della compassione e della vita interiore, in altissima comunicazione con Dio.


  Ispirando e conducendo questi voli dello spirito, ora rettilinei e sereni, ora fugaci e inattesi, la Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana modella e orienta le anime con soavità di madre, e le guida, proprio come gabbiani, verso una Venezia ideale che si trova più in là… il Cielo stesso!

Rivista Araldi del Vangelo · Aprile 2017

#Lartedivolare

Messaggio rivolto agli Araldi del Vangelo per occasione

della approvazione Pontificia nel 22 febbraio 2001

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