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Un Nuovo Albeggiare: La Chiesa accoglie 31 diaconi e 26 sacerdoti

La Domenica della Misericordia, coronamento dell’Ottava di Pasqua, è stata un giorno di profonda gioia e rinnovamento per la Chiesa e per tutta la famiglia degli Araldi del Vangelo.


Il fine settimana dell’11 e 12 aprile è stato molto speciale per gli Araldi del Vangelo, grazie all’Ordinazione Diaconale di 31 accoliti e all’Ordinazione Presbiterale di 26 diaconi della Società Clericale di Vita Apostolica di Diritto Pontificio Virgo Flos Carmeli.


Dopo una lunga preparazione, con totale dedizione a Nostro Signore Gesù Cristo e alla Madonna, questo grande gruppo ha compiuto il passo definitivo verso il Sacramento dell’Ordine, mettendosi in modo ancora più efficace al servizio della Santa Chiesa Cattolica.


La chiamata al servizio: le Ordinazioni Diaconali


Il percorso celebrativo è iniziato il sabato con una Santa Messa solenne presieduta da Dom Fernando José Monteiro Guimarães, Arcivescovo Emerito dell’Ordinariato Militare del Brasile. Per le sue mani, 31 araldi hanno ricevuto il primo grado del Sacramento dell’Ordine: il Diaconato.

Dom Fernando ha iniziato l’omelia ricordando l’ordinazione dei primi sacerdoti Araldi, oltre 20 anni fa, il 15 giugno 2005, nella Basilica del Carmo, a San Paolo, tra cui il compianto fondatore degli Araldi del Vangelo, Monsignor João Scognamiglio Clá Dias.


“Digitus Dei hic est”


Successivamente, il celebrante ha sottolineato il ruolo fondamentale del servizio e del distacco per servire meglio, citando come esempio Santa Teresina, della quale ha ricordato l’affermazione: “Amare è dare tutto, è donare se stessi”, rafforzando nei nuovi diaconi l’idea che il ministero è un atto di offerta e carità.


La manifestazione della Provvidenza Divina è stata riassunta nell’espressione: “Digitus Dei hic est” – “Qui c’è il dito di Dio”, riferendosi a ciascuna vocazione singolarmente e al gruppo nel suo insieme.


Nella Domenica della Misericordia, sacerdoti per il Signore


La Domenica della Misericordia, coronamento dell’Ottava di Pasqua, è stata un giorno ancora più speciale, segnato da un evento di grande gioia e rinnovamento per la Chiesa e per tutta la famiglia degli Araldi.

In una celebrazione colma di giubilo, la Basilica di Nostra Signora del Rosario, a Caieiras (SP), si è illuminata con l’entusiasmo degli Araldi che vi sono entrati con il proposito di “morire al mondo” e rinascere per Dio nella condizione di sacerdoti.


La cerimonia di Ordinazione Presbiterale è stata presieduta dal Cardinale Dom Raymundo Damasceno Assis, Arcivescovo Emerito di Aparecida, e ha riunito fedeli provenienti da diverse regioni, mostrando la pluralità di doni e origini dei candidati al sacerdozio.


La Basilica si è rivelata insufficiente per accogliere tutte le persone accorse per partecipare a questo momento tanto atteso; per questo motivo sono state allestite tende negli atri della chiesa, da cui è stato possibile seguire la cerimonia su maxi-schermi.


Presenze illustri


Oltre ai familiari e amici degli ordinandi e ai fedeli, gli Araldi hanno avuto l’onore di ricevere la visita di diverse autorità civili, militari ed ecclesiastiche, tra cui il governatore di San Paolo, Tarcísio de Freitas, il Presidente dell’Assemblea Legislativa di San Paolo, deputato André do Prado, e il Sindaco di San Paolo, Ricardo Nunes.


Questa presenza istituzionale rafforza il ruolo sociale e spirituale delle vocazioni, evidenziando il rispetto e l’integrazione dell’istituzione nella società.


Mediatore della misericordia divina


L’omelia di Dom Raymundo Damasceno ha messo in evidenza la missione del sacerdote come mediatore della misericordia divina, esortando i nuovi presbiteri a essere segni vivi dell’amore di Cristo, accogliendo il gregge con umiltà.

La consegna delle vesti sacerdotali e l’unzione delle mani con l’olio del Crisma hanno suggellato l’impegno di questi uomini di fede verso il Vangelo, in momenti di grande emozione.


Impegno per il futuro


Con il cuore rinnovato dalla luce della Pasqua, i giovani sacerdoti hanno iniziato una nuova tappa al servizio della Chiesa e presto partiranno per svolgere le loro missioni, portando ovunque saranno chiamati la speranza e la carità che hanno segnato questo momento così speciale.

Una volta ordinato, il sacerdote agisce in persona Christi capitis – nella persona di Cristo capo – condizione che indica che, nel celebrare i Sacramenti, come l’Eucaristia o la Confessione, non agisce più per conto proprio, ma nella Persona stessa di Nostro Signore.


Dom Damasceno ha citato la Lettera Apostolica “Una fedeltà che genera futuro”, di Papa Leone XIV, ricordando che il ministero sacerdotale nasce dal cuore della misericordia divina e che il sacerdote deve essere un uomo di comunione; chi riceve questa misericordia diventa un canale dell’amore e della grazia di Dio per il mondo.


“Le vostre mani hanno asciugato le nostre lacrime”


La cerimonia si è conclusa con un ulteriore momento di intensa emozione, quando uno dei nuovi sacerdoti, don Marcus Vinicius, ha pronunciato un breve discorso di ringraziamento.


Tracciando un parallelo tra il “dito di Dio”, citato il giorno precedente da Dom Fernando, e le mani di Dom Damasceno, si è rivolto a lui con parole sincere e toccanti:“Le vostre mani, Dom Damasceno, hanno asciugato le nostre lacrime. Non solo le nostre, ma anche il desiderio di tutta la Chiesa di avere più pastori. Non lasciate incompiuta quest’opera che la Chiesa vi ha affidato!”


La solenne liturgia si è conclusa con il brano Hallelujah di Händel.

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