Novena di Natale – Ottavo giorno.



La Vergine Maria (recitare il 23 dicembre)


Il Signore nel Vangelo ci insegna che a chi ama molto è perdonato molto (Lc 7, 40-43). La Santissima Madre del Redentore fu concepita senza nessuna traccia di peccato originale, anzi, fu colmata di grazia fin dal primo istante della sua esistenza. Tuttavia, nella sua umiltà, sapeva di essere stata redenta nel miglior modo, cioè, di essere stata non solo guarita dal contagio della colpa di Adamo ma proprio risparmiata. Il suo debito in rapporto a Dio, dunque, era immenso. E benché Lei non potesse pentirsi della più leggera mancanza, si considerava povera davanti a Dio. In questo senso, con Lei la Trinità fece uso della più abbondante misericordia a cui Maria seppe corrispondere con una carità intensissima verso l’Altissimo, al punto di essere invocata dai fedeli quale divino incendio d’amore. La Madonna è pertanto la più grande debitrice di Dio e, proprio per questo motivo, ha un Cuore pieno di misericordia verso tutti coloro che a Lei si rivolgono con umiltà e fiducia.


Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia” (Mt 5, 7), ci insegna Gesù nel sermone della montagna. Applicando a Maria questa beatitudine capiamo il perché della sua insondabile bontà verso i peccatori. La Vergine Maria è considerata Madre di Misericordia perché Lei si riteneva ad ogni istante bisognosa della misericordia di Dio. Così, la Vergine, durante i giorni della sua vita terrena si è prodigata nell’aiutare e proteggere i deboli, i miserabili pentiti e i peccatori che a Lei ricorrevano. Era per Lei il modo di ottenere per Sé la benevolenza divina di cui aveva necessità per conservare ed accrescere la sua incomparabile innocenza.


Nei nostri Presepi vediamo la Vergine in adorazione e profondamente raccolta. Ma non possiamo dimenticare che la sua cura materna, la più squisita e sublime di tutta la Storia, non si applicava soltanto a Gesù, anche se a Lui giustamente dava il meglio di Sé. La misericordia di Maria trasborda su tutti coloro che a Lui si avvicinano con la speranza di essere consolati, guariti e illuminati. Così Ella seppe accogliere con un oceano di bontà i candidi pastori, i parenti e gli amici che si presentarono nella grotta di Betlemme, e i Re Magi venuti dall’Oriente. Per tutti loro, il ruolo della Vergine è stato fondamentale per capire chi era quel Bambino cosìbello, intelligente e splendente, che sfolgorava davanti ai loro occhi come un sole nella notte profonda.


Ma c’era qualcosa in più. La visione di Gesù svegliava in primis negli animi sentimenti di ammirazione, riverenza e adorazione. Tuttavia, la sua luce purissima subito dopo i movimenti di tenerezza e riguardo, metteva in evidenza le mancanze e le miserie di coloro che Gli si avvicinavano. Il ruolo di Maria era di garantire che tutte quelle lacune sarebbero state colmate dal suo amore misericordioso di Madre affettuosissima. La manifestazione dell’aspetto più estremo della compassione di Gesù in quell’occasione brillava negli occhi di Maria, che rassicurava tutti e li faceva avvicinare a suo Figlio con fiducioso abbandono, rendendoli consapevoli che Lui sarebbe stato in grado di guarire tutte le loro infermità dell’anima e del corpo.


Chiediamo noi alla Santissima Vergine, mediatrice universale di tutte le grazie, che, in queste feste natalizie, lo splendore di Gesù illumini i nostri cuori e ci faccia vedere con chiarezza il nostro niente, la nostra miseria, i nostri peccati. E, al contempo, supplichiamoLa perché ci mostri, riflessa nel suo sguardo materno, l’infinita misericordia di Gesù, che vuole perdonarci, guarirci ed elevarci a un nuovo tenore di vita basato sulla speranza della vita eterna, quando saremo colmati per sempre della bontà di Dio.




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